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“Economia carceraria”, online il portale che vende cibi e oggetti prodotti dai detenuti

Ci sono birre e vini, caffè, the, creme spalmabili e miele, pasta, prodotti da forno, sali e condimenti e dolci. Ma anche t-shirt. Si possono comprare online e fin qui niente di speciale. La particolarità però è che tutti questi prodotti sono frutto del lavoro di detenuti. E ora sono venduti su un portale di e-commerce che li riunisce tutti: Economia Carceraria.

Un progetto costruito in due anni, come spiega sul suo profilo Facebook Paolo Strano, fondatore delle aziende Vale la Pena e A Piede Libero che impiegano persone svantaggiate e portano avanti il messaggio che il lavoro è un mezzo di riscatto sociale.

“Sono tutti prodotti artigianali, buonissimi e fatti con cura ed orgoglio, ed acquistarli è anche un gesto di responsabilità sociale che incide fortemente nella vita delle persone”.

Finora sono 13 i produttori da cui si può acquistare. Alcuni hanno scelto nomi che giocano a mescolare cibi e  il mondo del carcere, come Caffè Galeotto, Cotti in fragranza, Dolci evasioni, Farina nel sacco, Lazzarelle, Sprigioniamo sapori.

Cliccando su “negozio” si aprono le foto con prezzo e ingredienti dei prodotti. Oppure si può andare su “produttori” e cercare lì quello che offrono. C’è anche la possibilità di filtrare in base al costo dei cibi.

La sezione “Numeri” invece racconta che

Nonostante l’ordinamento Penitenziario indichi l’obbligatorietà del diritto al lavoro per i detenuti, tra questi solamente il 30% può accedervi. Inoltre tra i 17.000 detenuti che lavorano solamente 2.500 sono inseriti in un lavoro produttivo alle dipendenze di un datore di lavoro esterno all’amministrazione penitenziaria

Anche per questo acquistare su Economia carceraria contribuisce a rafforzare l’idea del lavoro come possibilità di ricominciare. 

“Ogni prodotto realizzato all’interno del carcere è una storia che si offre ad ognuno di noi, una storia da raccontare e ascoltare”