gender-gap
Il blog

Gender Gap, come accorciare le distanze

Secondo il Global Gender Gap Report del World Economy Forum, con il Covid i tempi per raggiungere l’agognato obiettivo della parità di genere si sono allungati di 36 anni. Oggi il totale ammonta a 135 anni e mezzo, contro i 99 e mezzo dell’anno precedente. La partecipazione delle donne nel mondo del lavoro è diminuita in tempo di pandemia in tutto il mondo, non solo in Italia, anche a causa della diminuzione delle opportunità che vengono loro offerte. 

Questo studio si basa su vari fattori come le opportunità economiche che uno Stato è in grado di offrire, il potere politico, l’istruzione e la salute. Fattori comuni in 156 paesi, dove in vetta si trovano Norvegia, Finlandia, Svezia e Islanda.

“L’impatto della pandemia sulle donne è ancora probabilmente sottovalutato e non è pienamente visibile nei dati disponibili finora” 
Saadia Zahidi – Valored

Quello che causa l’aumento di questo gender gap è la disparità di reddito fra uomo e donna. Gli studi dimostrano anche che sono i cosiddetti lavori del futuro ad avere una percentuale maggiore di uomini nel settore manageriale. Trovato il problema, è possibile cercarne la soluzione. 

“Se vogliamo che l’economia del futuro sia dinamica, è fondamentale che le donne siano rappresentate nei posti di lavoro di domani. Ora più che mai è fondamentale focalizzare l’attenzione sulla leadership, impegnarsi su obiettivi saldi e mobilitare risorse. È il momento di integrare la parità di genere nella ripresa”. 
Saadia Zahidi – Ingenere

Gender Gap nel mondo del lavoro

La quantità di donne pronte all’inserimento nel mondo del lavoro è sempre in aumento, così come il tentativo di raggiungere la parità di salario. 

L’Italia è in netto miglioramento, dimostrando addirittura che le donne sono più istruite degli uomini: le donne raggiungono il 73% in merito all’istruzione di terzo livello, contro il 53% degli uomini.
Donne x Diritti

Quello che serve è iniziare ad attuare un processo operativo per non perdere i risultati ottenuti sino ad ora e allocando in modo efficiente le risorse stanziate con il Recovery Fund. Quello che si ricerca è una rivalsa verso quel settore che costituisce il 56% della popolazione mondiale, ma nonostante ciò risulta essere il settore più a rischio in abito socio- economico.