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“Capra libera tutti”, il santuario dove gli animali hanno un nome e vivono liberi

Quando era piccolo Massimo sognava una casa con tanti animali. Nei suoi disegni cavalli, mucche, capre e pecore si affacciavano alla finestra. E oggi quel sogno è realtà a Nerola, in provincia di Roma, e si chiama “Santuario Capra libera tutti”.

Un posto dove gli animali, che Massimo Manni è riuscito a salvare, vivono insieme e liberi. Con le capre arrampicate sul tetto e le galline sugli alberi. Ognuno di loro ha un nome: c’è la mucca Alice, il maiale Pierporco, il lama Kruzco.

Massimo prima era un allevatore. “A trent’anni ho deciso di comprare questo terreno”, racconta a Domenico Iannacone che gli ha dedicato una puntata del suo “Che ci faccio qui”. Così ha comprato gli animali e li ha allevati. Un lavoro che gli piaceva: “Avevo i pulcini, i coniglietti da compagnia”. Un giorno ha venduto degli agnellini e la notte le mamme hanno pianto tutto il tempo e così per una settimana. Lui si tappava le orecchie, ma poi ha deciso di ricomprare i piccoli e ha smesso di fare l’allevatore.

Ora è vegano da dieci anni. Ed è impegnato come attivista. Con Animali Save Roma si incontrano davanti ai mattatoi e cercano di salvare almeno un animale di quelli che arrivano nei camion per essere macellati. “Hanno 20 giorni, un mese”, spiega Massimo.

Sulla pagina Facebook Santuario Capra libera tutti è possibile seguire le storie dei suoi tanti abitanti, ormai diventati personaggi di cui gli oltre 130 mila follower vogliono sapere tutto.

Un progetto unico e prezioso che però ha bisogno di sostegno. Per questo, fissato in alto, c’è il post con le indicazioni per fare donazioni. Ed è stato anche creato un crowdfunding da un sostenitore del santuario.