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Water2Me, l’appello internazionale per l’acqua come bene pubblico

“Oltre 300 milioni di persone nel mondo non hanno accesso all’acqua pulita e sicura, più di 2 miliardi non dispongono di servizi di base per il lavaggio delle mani con acqua e sapone, oltre 673 milioni di individui praticano ancora la defecazione a cielo aperto e questa situazione insostenibile causa 432mila morti per diarrea ogni anno”.

È il monito ribadito da Pedro Arrojo-Agudo, relatore speciale Onu sul diritto umano per l’acqua potabile e per i servizi igienico-sanitari in occasione del 22 marzo, giornata mondiale dell’acqua. Un appello reso ancor più urgente dalla pandemia, che ha aggravato la crisi già gravissima che in tanti – donne, uomini e bambini – soffrono ogni giorno, non potendo godere nemmeno del diritto umano all’acqua e ai servizi igienici più elementari.
“Il lavaggio frequente delle mani è infatti una delle forme di prevenzione più efficaci per proteggersi dalla diffusione del Covid-19 –spiega Arrojo-Agudo – ma non possiamo certo dire alle persone di lavarsi le mani frequentemente quando non hanno accesso all’acqua potabile”.

Perché l’acqua scarseggia? Le risposte, secondo il professore insignito nel 2003 del Goldman environmental prize, il “Nobel” dell’ambiente, sono tante e hanno a che fare col suo eccessivo sfruttamento da parte del settore primario e dell’industria, con l’insostenibilità che abbiamo causato a danno dei nostri ecosistemi acquatici e che ha trasformato l’acqua nel più pericoloso vettore di malattie e morte mai conosciuto al mondo, con il surriscaldamento globale e i relativi cambiamenti climatici.

Ma tra le cause c’è anche la povertà prodotta da un sistema socio-economico immorale. “È qui che si sono affermate le teorie neoliberali che hanno promosso il crescente ricorso a forme di privatizzazione, trattando l’acqua come un semplice business, un bene economico, una commodity da scambiare”.

Era stato lo stesso Relatore Speciale dell’ONU, lo scorso 11 dicembre, ad esprimere una grave preoccupazione alla notizia che l’acqua è stata quotata in Borsa e verrà scambiata nel mercato dei “futures” di Wall Street come una qualsiasi altra merce: un passaggio epocale che può aprire alla speculazione dei grandi capitali e all’emarginazione di territori, popolazioni, piccoli agricoltori e piccole imprese. Il rischio, vicinissimo, è aggravarne l’asimmetria di potere e i conflitti di interesse.

“E pensare che sono appena trascorsi dieci anni da quando le Nazioni Unite hanno deciso tramite la risoluzione 64/192 di sancire l’acqua come un diritto umano essenziale alla vita di tutti noi”, spiega ancora Pedro Arrojo-Agudo che non demorde e, anzi, con l’hashtag “#water2me”, rilancia con un appello internazionale in occasione della giornata mondiale dell’acqua del 22 marzo 2021 per difenderne l’etica e i valori.